Seguici anche su

18 febbraio 2017

Intellettuali oltre la sinistra, cioè a destra

I nuovi intellò di Marine Le Pen mescolano anticapitalismo e tradizione. Si ispirano a Montesquieu, George Orwell e Hannah Arendt. E stanno diventanto egemoni

Marco Filoni

Un tempo il pantheon della cultura mondiale era tutto loro. Foucault, Derrida, Deleuze, Guattari, Barthes, Lacan, Baudrillard… Come dèi olimpici abitavano le vette iperuraniche e sacre del pensiero. E la sinistra di ogni parte del mondo pendeva dalle loro labbra: non c’era dibattito che non richiamasse un loro libro, saggio, persino una frase soltanto. Per loro fu coniata l’espressione maître-à-penser. Poi il diluvio.

Oggi assistiamo a un’iperbolica flessione del pensiero: gli intellettuali ci sono, ma non sono più di sinistra. E parole d’ordine che un tempo sarebbero appartenute al campo progressista, oggi sono appannaggio di una nuova destra europea. Dall’ecologia alla critica del capitalismo, idee che sono diventate gergo di una pletora di giovani intellettuali e nuove riviste dove, con noncuranza e senza alcuna remora, troviamo espressi concetti che fino a quindici anni fa sarebbero stati “opposti”, un tempo antitetici e che ora, con questa nuova ondata di pensiero trasversale, si sposano felicemente. Con buona pace della sinistra, persa in parole vecchie e ormai senza significato.

La Francia sembra esser il sintomo di questa nuova patologia. Non sembra esser rimasto nulla di quella aurea stagione dei famosi “intelló”, che semplicemente non esistono più. Nessun nome degno di nota che animi platee e inneschi pensose discussioni come un tempo. Quando il settimanale Le Nouvelle Observator si chiedeva, nel novembre del 2015, chi fossero allora i «quindici di sinistra che studiano il mondo d’oggi e inventano i concetti di domani», con qualche fatica stilava un elenco guidato dall’economista Thomas Piketty.

Qualche settimana fa gli facevo eco Le Figaro, che sentenziava senza appello: la sinistra ha perso i suoi intellettuali. Insomma, i maître-à-penser non ci sono più e a posto loro troviamo pensatori giovani, carini e decisamente di destra. Com’è successo? E chi sono questi nuovi intellettuali conservatori?

Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola e in edizione digitale

[Foto in apertura di Massimo Ragusa / Contrasto]

Altri articoli che potrebbero interessarti