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18 febbraio 2017

La Francia che alza il muro con l’Europa

Il malessere dei cittadini. Una crescita esigua. Riforme incompiute e regolamenti di Bruxelles contorti. Il Paese non è mai stato così debole. E a guadagnarci è Le Pen

Leonardo Martinelli

Ricorda Hubert Védrine. Ricorda quando la Francia non era considerata la malata d’Europa e contava ancora qualcosa. Socialista, fin dal 1981 (allora giovane dalla testa piena d’idee) venne chiamato come consigliere all’Eliseo da François Mitterrand, appena diventato presidente. Dal 1991 fino al ’95, la fine di quell’era, ne sarà il segretario generale.

«Erano anni eccezionali. Mitterrand e Kohl avevano fatto nominare Jacques Delors alla guida della Commissione europea. Tra di loro c’era un dialogo continuo e pure con i leader di altri Paesi. E fra tutti noi, che collaboravamo con loro». Erano gli anni dell’effervescenza comunitaria: delle illusioni, diremmo oggi. Erano gli anni in cui tutto era possibile. E la Francia era sempre in mezzo.

Altra epoca vista oggi da una Parigi dove per le prossime presidenziali si scommette su un ballottaggio tra Marine Le Pen, che sull’Europa scarica tutti i rancori del francese medio, ed Emmanuel Macron, europeista convinto, quello sì, ma come la sua rivale personaggio a suo modo anti-sistema, senza un partito alle spalle, avulso dalla tradizione di sinistra, socialista e basta, che era quella di Mitterrand e anche di Védrine. Mentre, alla fine dei cinque anni con François Hollande, la Francia sta toccando il massimo della sua debolezza a livello europeo. La dimostrazione eclatante fu nell’estate 2015, quando Angela Merkel dette bene o male una risposta alla crisi dei migranti. E rimase tremendamente sola, con Hollande che non disse una parola, né mosse un dito.

«Lui non è stato capace di superare la spaccatura fra le due sinistre che esistono in Francia, come invece Mitterrand era riuscito a fare», continua Védrine. «È quello che rinfaccio soprattutto a Hollande. Ma la debolezza dell’Unione non l’ha provocata lui. Esiste un problema francese, eccome. Ma prima di tutto ne esisteva e ne esiste uno a livello europeo».

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[Foto in apertura di Massimo Siragusa / Contrasto]

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