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12 febbraio 2017

Come guadagnare 75 miliardi dal salvataggio delle banche

A dieci anni dalla Lehman, il governo Usa incassa i profitti del piano di salvataggio. L’Europa? Ha speso più del doppio e ha perso quasi tutto. Lezioni

L'Alieno Gentile

È il 13 marzo del 2007 e la Borsa americana, il New York Stock Exchange, procede a rimuovere dal listino la New Century Financial Corporation, una società californiana che fino a qualche giorno prima capitalizzava 1,75 miliardi di dollari, con oltre 7.000 dipendenti e che amministrava decine di miliardi di dollari in contratti subprime. Nessuno poteva saperlo, ma quel giorno stava partendo la più violenta valanga finanziaria della Storia contemporanea dopo la Grande Depressione del 1929. Oggi che sono trascorsi dieci anni, è venuto il momento di trarre le somme di quella serie di eventi, della gestione che ne è stata fatta, e della situazione attuale.

Un’operazione necessaria, anche perché uno dei principali interventi decisi dall’allora presidente Barack Obama, il varo del Dodd-Frank Act, rischia di essere cancellato per ordine del nuovo presidente Donald Trump. L’obiettivo della legge era di scongiurare la creazione di nuove bolle e promuovere la trasparenza sui mercati finanziari, allargando il controllo della Sec, la Consob americana, anche alle agenzie di rating e al mercato dei derivati. Che conseguenze avrebbe ora una sua rimozione? Sulle due sponde dell’oceano Atlantico lo scoppio della bolla finanziaria è stato affrontato in modalità molto diversa, e ugualmente gli esiti dopo un decennio sono estremamente differenti.

La faccenda appariva già grave a marzo del 2008, quando la Federal Reserve dovette ricorrere a un prestito di emergenza per salvare Bear Stearns, l’operazione di salvataggio non riuscì e la banca fu fatta comprare da JPMorgan; la crisi deflagrò inarrestabilmente qualche mese dopo, a settembre, con il fallimento di Lehman Brothers. Le convulse giornate immediatamente seguenti portarono a un intervento pubblico che prese il nome di Tarp (Troubled Asset Relief Program): un piano di acquisto di asset tossici finalizzato al risanamento dei bilanci delle banche (una sorta di bad bank). Ma il Congresso non approvò questa prima formulazione, perché temeva di caricare sul bilancio pubblico asset scadenti comprati a prezzi difficili da valutare come equi…

Continua nel nuovo numero di pagina99, in edicola e in edizione digitale

[Foto in apertura di Shana Wittenwyler / Redux / Contrasto]

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