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8 febbraio 2017

La diretta social frega i criminali

In Svezia tre uomini sono stati arrestati dalla polizia per violenza sessuale. Avevano trasmesso via Facebook i video degli stupri.

Perché un criminale mette online le sue imprese fornendo prove utili a farlo beccare? La risposta più facile è: l’esibizionismo narcisista, l’arma a doppio taglio di cui nemmeno il killer si rende conto. La scorsa settimana, ha ricordato il Guardian, tre uomini sono stati arrestati in Svezia con l’accusa di violenza sessuale: per la polizia non è stato difficile risalire a loro, perché avevano trasmesso il video sul social network. Cedere alla vanità è da sempre caratteristica di alcuni criminali: Jack lo squartatore inviava a polizia e giornali lettere sugli assassinii da lui compiuti.

«Storicamente ci sono sempre stati delitti commessi avendo in mente un pubblico», ha spiegato il docente di criminologia Raymond Surette al quotidiano britannico. Ma con Facebook il pubblico potenziale si è ampliato a dismisura e la lusinga di un’audience tanto vasta prevale sulla furbizia, che suggerirebbe invece di nascondere informazioni utili agli investigatori.

È il frutto della «cultura dell’istante» dei nativi digitali, «un istinto prevalente per cui nulla di straordinario esiste se non viene filmato o catturato in un’immagine», ha aggiunto il ricercatore svedese Sveinung Sandberg, che sta studiando il fenomeno.

[Foto in apertura Science Photo Library / Contrasto]

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