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7 febbraio 2017

In Cina lo Stato totale si ispira ad Amazon

Si chiama Sistema di Credito Sociale. E punta a ottenere l’adesione spontanea del cittadino ai dettami del regime. È il nuovo apparato di controllo ideato da Pechino

Paolo Bottazzini

► Dal nuovo numero di pagina99 in edicola dal 4 febbraio 2017 o in edizione digitale

La radice greca della nostra cultura si fonda sul parricidio, teorizzato da Platone nel Parmenide: l’affrancamento del pensiero dall’autorità della tradizione. Allo stesso modo, la radice cristiana si fonda sul dovere di abbandonare la famiglia per seguire la chiamata di Dio: l’unicità dell’individuo e l’autonomia dal contesto sociale. La Cina si trova dall’altra parte del mondo, non solo sulla mappa, ma anche nella visione da cui lo comprendono gli uomini: il governo centrale impone per legge che i cittadini visitino «spesso» i genitori, se questi hanno già compiuto il sessantesimo anno di età.

Come la Grande Muraglia è interrotta da lacune, tanto da essere tracciata più dall’aria che dai mattoni, anche i provvedimenti amministrativi sono costellati da omissioni. In nessun luogo si stabilisce quanto «spesso» debbano avvenire gli incontri con i parenti anziani. Sono le corti locali a stabilire di volta in volta la misura. Sia le lacune, sia l’obbligo e la reportistica sulla visite, sono espressioni dell’usanza cinese, e al contempo sono mosse della strategia di controllo architettata dai vertici del Partito.

 

Il Grande Fratello cinese

Lo stesso meccanismo è alla base del Sistema di Credito Sociale, il nuovo apparato di controllo collettivo basato sull’incrocio dei Big Data ideato da Pechino. Il sistema assegna automaticamente ai comportamenti di individui e imprese un rating di virtuosità sulla cui base stabilire se ammetterli o meno a una varietà di servizi e opportunità: welfare, educazione, prestiti, accesso al web, incarichi amministrativi, lavori di prestigio. Al cittadino non è dato sapere quali siano i parametri – solo il governo centrale li consce – a cui attenersi per avere il punteggio più elevato.

La carenza di dettagli scarica sull’immaginazione dei privati il dovere di quantificare proibizioni e comportamenti virtuosi, innescando processi di autorestrizione e controllo più efficienti di quelli che prescriverebbe il legislatore. Il tracciamento di tutti i crediti riconosciuti dallo Stato intende così guadagnare l’adesione spontanea dei cittadini al dispositivo di monitoraggio concepito dal governo di Xi Jinping.

 

L’uomo nuovo di Xi

Il funzionamento è modellato sul sistema di reputazione in uso nelle comunità peer-to-peer di Internet, diluito da una buona dose di paternalismo. L’obiettivo infatti non è la semplice sorveglianza, ma un progetto antropologico, la costruzione di un uomo nuovo (molto simile a quello vecchissimo del confucianesimo), plasmato dalla sua esposizione ininterrotta alla vista dei patriarchi – i funzionari della politica, del commercio, della scuola e della salute, a tutti i livelli.

Secondo una recente inchiesta del Wall Street Journal, la sperimentazione del Sistema di Credito Sociale, avviata nel 2014, coinvolge 37 dipartimenti del governo centrale, numerosi governi locali, i distretti giudiziari e otto società di e-commerce, tra cui Ant Financial, controllata da Alibaba. Tutti soggetti che stanno monitorando – e raccogliendo dati su – ogni aspetto della vita dei cinesi.

Redditi, fisco, abitudini di acquisto, utilizzo del web, frequenza delle visite ai genitori, amicizie, attività di volontariato, carriera scolastica, curricula accademici. E, ancora, rispetto delle regole alla guida e sui mezzi pubblici, fedina penale, pendenze bancarie. Una volta convogliate nelle banche dati, queste informazioni vengono usate per assegnare un punteggio a ciascuno in base alla rispondenza ai parametri di “onestà e sincerità” fissati dal regime.

A paramilitary policeman keeps watch outside a shopping centre in an upscale shopping street in Beijing

Obbedienti e protetti

Nel progetto di vigilanza universale di Pechino, il Partito vorrebbe che il cittadino percepisse nel tracciamento delle sue attività quotidiane, e di quelle di tutti, la disponibilità a una maggiore trasparenza da parte dei gerarchi (di ogni ordine e grado), e l’opportunità di esigere prestazioni corrispondenti ai propri meriti. In sostanza, lo Stato pretende una confessione ininterrotta da parte dei singoli, in cambio del soccorso contro i soprusi e la corruzione in cui si crogiolano i suoi stessi organi di burocrazia. Se non hai nulla da nascondere, il governo sarà un padre giusto e protettivo.

 

Ritorno a Confucio

Primo passo: esploriamo il contesto di applicazione. Lo scenario entro cui si disegna il controllo è quello del «sistema delle ricompense». Le autorità elargiscono blasoni di vario genere, sia ai singoli cittadini, sia a intere comunità. Coloro che rientrano nei criteri, quando sono individui, vengono iscritti in un elenco (quello rosso dei cittadini modello) e possono contare su un premio in denaro, su parametri più generosi per il calcolo della pensione, su una corsia preferenziale nell’assegnazione delle abitazioni, su un occhio di riguardo nelle prestazioni mediche, sull’accesso alle migliori scuole e università e così via, fino alla possibilità di effettuare viaggi all’estero o accedere a hotel di lusso. In tutti i riconoscimenti di cui il governo è munifico verso cittadini e villaggi, si avverte una certa attitudine alla restaurazione di temi religiosi, resuscitati dalla sapienza del confucianesimo e del taoismo.

Forse Mao non si entusiasmerebbe per la simpatia accordata agli uomini «spiritualmente avanzati», che la tradizione celebra come coloro che hanno superato le fasi preliminari della meditazione, e praticano la moralità universale, insieme all’autodisciplina. Ma apprezzerebbe i «quadri eccellenti», la cui identificazione permette al Partito di reclutare i futuri dirigenti delle strutture politiche e produttive, isolandoli tra le leve giovani o prossime alla mezza età. D’altra parte, anche la passione per la cura dei genitori si iscrive nella riscoperta della «sacralizzazione del secolare» sostenuta da Confucio: in un’epoca di crisi, la santificazione delle azioni ordinarie di consolidamento delle famiglie e dei clan, serviva a riorganizzare e stabilizzare la struttura sociale.

 

L’arte della compilazione

La segreteria guidata dal 2012 da Xi Jinping persegue la dissuasione con metodi più raffinati della repressione attraverso l’uso della forza (militare e di polizia) dei suoi predecessori. La grande tradizione cinese delle liste ha ispirato maestri della letteratura come Borges, quando nell’Emporio celeste di conoscimenti benevoli inanella, nello stesso catalogo, animali che appartengono all’imperatore, sirene, favolosi, che si agitano come pazzi, che hanno rotto il vaso, e così via.

L’arte della compilazione di elenchi torna in aiuto agli ispiratori del nuovo corso voluto da Xi, mostrando con l’anagrafe degli insolventi giudiziari – coloro che vengono pescati a trasgredire la legge o, semplicemente, non rientrano nei parametri minimi di “virtuosità” fissati dal nuovo sistema – il lato oscuro del lirismo araldico professato dal governo. La minaccia di figurare in questa blacklist incombe sugli individui e sulle società. Al termine di ogni procedimento giudiziario, il tribunale commina una pena pecuniaria all’attore che perde la causa: chiunque non sia in grado di soddisfare il pagamento ordinato dalla corte, viene iscritto nell’elenco degli «inadempienti al giudizio».

A worker looks through the fence of a construction site that is decorated with pictures of the Great Wall at Badaling

La lista nera

Gli uomini spiritualmente avanzati e i quadri eccellenti si contano in alcune migliaia; il registro degli insolventi invece ammontava, alla fine del 2015, a più di tre milioni di persone. L’inclusione nella rubrica dei proscritti comporta un declassamento sociale, che impedisce l’acquisto di biglietti per i voli in aereo e per i viaggi in treno, può implicare la proibizione di costruire, comprare o vendere immobili, e di iscrivere i figli in scuole prestigiose. Lo scopo ultimo dell’intero «sistema delle ricompense» è l’integrità dell’informazione contenuta nella lista degli «inadempienti al giudizio»: il Sistema del Credito Sociale deve impedire la manomissione dei dati relativi alle mancate ottemperanze di ogni individuo, oltre ad assicurare il loro continuo aggiornamento.

 

Come funzionano i crediti

Secondo passo: vediamo gli strumenti di esecuzione del piano. L’hukou, che è una sorta di anagrafe delle famiglie, e il dang’an, il curriculum personale, sono i due file con cui il governo intende stilare entro il 2020 la classifica del credito sociale, che sarà imputato a ogni cittadino e a ogni impresa. Il punteggio attribuito a ciascun soggetto della vita cinese, deriva da un calcolo di cui non si conoscono con chiarezza i parametri: come osservato, vi confluiscono i meriti ricompensati, la fedina penale, l’affidabilità finanziaria, ma anche i comportamenti sui social media.

 

Il modello Alibaba

Un’inchiesta del quotidiano olandese De Volkskrant ha chiarito che i meccanismi con cui Amazon, Alibaba e eBay stimano il credito di ogni cliente hanno influenzato il progetto di Pechino più delle distopie di Orwell o Huxley. La piattaforma cinese di Alibaba è il sito di e-commerce più grande del mondo, con 400 milioni di utenti attivi; Sesame Credit, il suo settore finanziario, figura sia tra i prototipi da imitare, sia tra le principali fonti di dati, per l’archivio di informazioni che il governo sta capitalizzando. Secondo la Bbc, la Banca Centrale ha censito informazioni su 800 milioni di persone, ma solo 320 milioni hanno un vero profilo finanziario. Per questo Alibaba non calcola il credito dei clienti solo con il comportamento sul sito, ma valuta anche i loro hobby e i loro amici.

I vertici del Partito non vogliono essere da meno: troppe ore passate davanti ai videogiochi, come il punteggio ridotto della reputazione degli amici, gareggiano a sfavore della graduatoria di un soggetto. Viceversa, l’acquisto di pannolini connota l’impegno nella formazione di una famiglia, e la responsabilità nella cura degli altri. Ma per razziare questo genere di informazioni, oltre ad Alibaba, Xi Jinping deve contare sulla collaborazione di tutti i giganti della Rete cinese, da Tencent a Baidu. Sarà anche per questo che il Piano Quinquennale foraggia con generosità il loro impegno in ricerca e sviluppo.

E dopo il reclutamento, si distende il lavoro immane della validazione e della correzione delle tracce registrate: gli esperimenti pilota finora sono tutti falliti..Naomi Klein sostiene che «la Cina sta diventando sempre più simile all’Occidente sotto vari aspetti molto visibili (Starbucks, cellulari più belli dei nostri), mentre [l’Occidente] sta diventando sempre più simile alla Cina sotto certi aspetti meno evidenti (torture, intercettazioni senza garanzie, detenzioni infinite, benché non su scala cinese)». Speriamo che domani Amazon non imponga a Platone di riabilitare Parmenide – e non impedisca a me di comprare la Lonely Planet di Atene, se prima non avrò offerto garanzie sufficienti che porterò anche mia madre in vacanza.

 

[Foto in apertura di Aly Song / Reuters / Contrasto]

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