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4 febbraio 2017

Cambridge Analytica, sfruttare i like di Facebook per conquistare l’America

Un archivio su 220 milioni di cittadini. Con informazioni sulla vita di ciascuno. E un uso spregiudicato del social network. I lati oscuri della campagna di Cambridge Analytica

Bottazzini - Pedemonte

È stato Facebook a fare eleggere Donald Trump? La domanda corre sui giornali di mezzo mondo e se siete affezionati utenti del social network fondato da Mark Zuckerberg vi conviene leggere questo pezzo, perché potrebbe riguardavi da vicino. Andiamo subito al nocciolo della questione, costituito dalla società di comunicazione assunta da Trump nell’agosto dello scorso anno.

La società si chiama Cambridge Analytica, ha sedi a Londra, Washington e New York, prima di Trump è stata coinvolta in 44 competizioni elettorali negli Stati Uniti e ha gestito la campagna Leave dei sostenitori della Brexit, vinta contro ogni previsione, esattamente come è accaduto col presidente americano. Quali strumenti usa Cambridge Analytica per raggiungere i suoi bersagli?

Apparentemente niente di segreto. C’è un filmato, su YouTube, dove l’amministratore delegato Alexander Nix spiega tutto con dovizia di particolari. Il titolo, appena inquietante, è The Power of Big Data and Psycographics (il potere dei Big Data e della Psicografia). Come tutti gli esperti di comunicazione, la società raccoglie dati sui cittadini e siccome negli Stati Uniti raccogliere informazioni è più facile che in Italia perché la privacy è meno protetta, l’archivio è piuttosto ricco: età, sesso, etnia, religione, istruzione, reddito, case di proprietà, statuto socio-economico, debiti, fattori geografici, eventuali crimini, stato di salute e così via: «L’auto che guidate, i prodotti che comprate, i giornali che leggete, i club a cui appartenete», spiega Nix.

Fa una certa impressione, ma negli Stati Uniti è normale che questi dati vengano comprati e venduti. La banca dati utilizzata da Cambridge Analytics durante la campagna elettorale contiene informazioni su 220 milioni di americani ottenuti grazie alle informazioni rilasciate (o vendute) da tre-cinquemila fonti primarie. Ed è stata battezzata Project Alamo, forse perché il quartier generale di Donald Trump era a San Antonio (Texas) dove Fort Alamo fu espugnata dai messicani e dove perse la vita Davy Crockett.

► Continua nel nuovo numero di pagina99 in edicola o in edizione digitale

[Foto in apertura di Stephanie Keith / Reuters / Contrasto]

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