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30 gennaio 2017

Monfalcone, perché la Lega vince nella città di Fincantieri

Annamaria Cisint ha spodestato il Pd da Monfalcone usando slogan di sinistra. Ma sono stati soprattutto gli operai stranieri ad aver contribuito al rilancio del gruppo

Samuele Cafasso

La sera che ha perso le elezioni, lo scorso sette novembre, Silvia Altran era così sbigottita da lasciarsi andare a frasi che con un pizzico più di saggezza poteva evitare, essendo quella di dare la colpa agli elettori sempre una cattiva idea: «C’è la volontà di costruire muri anziché abbatterli», ha dichiarato bollando così la vittoria a Monfalcone della leghista Annamaria Cisint – volata oltre il 60% – come l’ultima conferma dei brutti tempi in cui viviamo, con la destra xenofoba in crescita in tutta Europa.

Nelle settimane seguenti i giornali hanno raccontato la sconfitta del centrosinistra nella Stettino d’Italia dopo 70 anni di governo incontrastato come l’ennesima conferma di quanto il Pd si sia allontanato dalla sua base elettorale. Forse hanno ragione sia i giornali che Altran, ma non solo. Sotto il fuoco della protesta, qui in provincia di Gorizia cova la cenere di un cambio di paradigma che ha a che fare con il lavoro nelle fabbriche, ieri ignorato e abbandonato agli stranieri e oggi “riscoperto” come una possibile via d’uscita dalla lunga crisi occupazionale di questi primi anni Duemila.

Per dirla con le parole della nuova sindaca Annamaria Cisint, incontrata lo scorso 21 gennaio nelle sale del Comune della sua città, «ci può essere grande dignità nel fare bene una saldatura, sa? Mio nonno lo faceva, credo che gli italiani potrebbero ricominciare a farlo». Lei sta lavorando per questo. Oggi, infatti, a fare le saldature nei cantieri italiani ci sono soprattutto i bengalesi, i pachistani, i croati, i polacchi. Tutti lavoratori in appalto. Non è il lavoro più duro che vi sia da fare a bordo di una nave.

Dopo aver intervistato la sindaca, in una macelleria islamica abbiamo incontrato due operai pachistani, trenta e trentasette anni. Sono dipendenti di un’azienda siciliana che ha un subappalto con un’azienda genovese, a sua volta cliente di Fincantieri. Hanno lavorato a Marghera, Genova, adesso Monfalcone. Chiedono di non scrivere i nomi delle aziende, ma ci tengono a dire che, dieci giorni fa, si sono rivolti alla Fiom perché le loro buste paga non sarebbero regolari, hanno scoperto chiedendo il mutuo per una casa. Sono pagati sette euro l’ora per stendere le vernici sui pavimenti.

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[Foto in apertura di Massimo Siragusa / Contrasto]

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