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8 gennaio 2017

Quel copione di Zuckerberg

Mr. Facebook dice di non temere Snapchat. Forse perché nel 2016 gli ha rubato tutte le idee

Dal numero di pagina99 in edicola il 7 gennaio 2017

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha più volte affermato di non temere la crescita vertiginosa di Snapchat. I fatti, però, suggeriscono il contrario. L’app, celebre per i contenuti multimediali e i messaggi che si autodistruggono, è da anni un suo chiodo fisso. E se davvero oggi non la teme è perché, fallito ogni tentativo di comprarla, ha pensato bene di copiarla in ogni aspetto. Nel 2012 Mr. Facebook tentò di acquistare Snapchat offrendo 3 miliardi di dollari al fondatore, allora 22enne, Evan Spiegel, che rispose con un secco no.

Da allora, ha comprato diversi sistemi simili con il solo scopo di soffocarli alla nascita e creato delle applicazioni clone, come Poke e Slingshot, ottenendo solo fallimenti. Nel 2016 – probabilmente dopo le prime fughe di notizie sulla quotazione di Snapchat a Wall Street tra marzo e aprile di quest’anno – Zuckerberg ha deciso di cambiare strategia. L’app di Evan Spiegel ha oggi 150 milioni di utenti attivi quotidianamente, mentre Facebook supera gli 1,1 miliardi. In molti Paesi, dunque, Snapchat deve ancora costruirsi una community davvero ampia, che invogli le persone a utilizzarlo. La mossa di Zuckerberg è stata quella di attivare all’interno di piattaforme già estremamente diffuse, come Facebook, Messenger e Instagram, degli strumenti identici a quelli lanciati da Snapchat.

E così, per Messenger è stata attivata una nuova fotocamera che utilizza filtri in realtà aumentata estremamente simili a quelli di Snapchat e produce foto o video che si autodistruggono dopo poco tempo. Gli stessi arrivati anche su Instagram con le “Storie”, contenuti della durata massima di 24 ore. E che dire di Flash, un clone creato da Facebook per invadere mercati emergenti come Brasile e India prima del concorrente? La guerra è già cominciata da anni. Ma il bello, con l’arrivo a Wall Street e le novità di Snapchat, deve ancora venire.

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