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25 dicembre 2016

Fare (bene) beneficenza per essere più felici

Una ricerca tra i lettori del Wall Street Journal ha rivelato i tre errori più comuni che commettiamo quando facciamo delle buone azioni

Dal numero di pagina99 in edicola il 23 dicembre 2016

Essere generosi va bene. Ma attenzione: potete farlo meglio. Quando facciamo beneficenza infatti possiamo sbagliare, commettendo errori di valutazione. Lo ha spiegato il Wall Street Journal effettuando un esperimento tra i followers dei suoi social media. Ha chiesto di commentare una storia molto semplice: due medici, William e Theodore, scelgono vite differenti. William vive agiatamente della sua professione, ha un salario da 700 mila dollari e dona ogni anno 50 mila dollari a Medici Senza Frontiere, con i quali salva 500 bambini. Theodore invece diventa un operatore di Medici Senza Frontiere, ha un salario di 23 mila dollari l’anno e svolge la sua professione nei Paesi del terzo mondo, salvando la vita a 200 bambini l’anno.

Chi tra i due ha fatto la scelta migliore per aiutare il prossimo? Non c’è dubbio: per il 92% dei partecipanti è Theodore che fa la scelta più ammirevole. E per il 62% è lui quello che sta facendo di più per migliorare le condizioni delle persone in difficoltà. Ma a guardare i numeri (delle vite salvate) in realtà è William il virtuoso. Questo succede perché secondo diversi studiosi ci sono tre errori fondamentali che possiamo commettere. Il primo è l’effetto martire, cioè pensare che le buone azioni e l’impegno in prima persona facciano più delle donazioni di denaro. Il secondo è mettersi in primo piano rispetto agli altri – uno studio ha svelato che la maggior parte delle persone, quando dona, pensa egoisticamente a quanto sta perdendo invece di concentrarsi su ciò che si sta regalando.

Il terzo errore è pensare di doversi sacrificare in nome della generosità. Donare denaro o tempo per gli altri non implica una rinuncia forzata ma rende più felici. Lo dimostrano alcuni recenti studi (citati dal Wall Street Journal): siamo spesso portati a pensare che fare beneficenza sia una scelta fra la nostra felicità e quella degli altri. Eppure queste ricerche ci dicono che il grado di felicità è maggiore quando usiamo il nostro denaro per fare del bene al prossimo. Noi esseri umani siamo fatti in modo che esser generosi ci rende felici e fieri di noi stessi. Quindi quando doniamo per una causa in cui crediamo otteniamo un doppio risultato: facciamo felici e siamo felici. Non è poco.

[Foto in apertura di M. Oppenheim / Getty Images]

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