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24 dicembre 2016

Gli estremisti choc di Donald Trump

Gli uomini scelti non lasciano dubbi. Il presidente eletto vuole rivoluzionare la politica Usa con scelte radicali. Sul modello di Putin

Filippo Campostano

Donald Trump ha manifestato in diverse occasioni la propria stima nei confronti di Vladimir Putin. «L’uomo ha un grande controllo del suo Paese. È stato un leader migliore del nostro presidente», ha spesso ribadito nel corso della campagna elettorale. Non era mai accaduto che negli Stati Uniti un candidato alla Casa Bianca indicasse il capo di Stato della Russia come modello. E non era mai successo che l’apprezzamento fosse rivolto allo stile di un leader autarchico e alla sua abilità nel “controllare” il popolo.

Il desiderio di avvicinare gli Stati Uniti alla Russia di Putin ha spinto Trump a indicare, per posti chiave della propria amministrazione, uomini particolarmente vicini al Cremlino. Rex Tillerson, segretario di Stato in pectore, è presidente del colosso petrolifero ExxonMobil, direttore di un’azienda russo-americana con sede alle Bahamas e nel 2013 è stato insignito da Vladimir Putin della medaglia dell’Ordine dell’amicizia.

Il consigliere per la sicurezza nazionale, il generale Mike Flynn, ha intrattenuto rapporti commerciali con una emittente di Stato russa. Gli analisti sono allibiti dalla radicalità delle scelte di Trump. Basta dare un’occhiata alle biografie degli uomini che ha indicato nei posti chiave della futura amministrazione per valutare le dimensioni della svolta. Il Segretario al Lavoro, Andrew Puzder, è noto per le sue posizioni radicali contro i diritti dei lavoratori. Rick Perry andrà a dirigere il Dipartimento dell’Energia, lo stesso dipartimento che nel 2011 aveva proposto di “rottamare”. Scott Pruitt è stato indicato per l’Epa (Environment Protection Agency), il ministero dell’Ambiente da lui sempre descritto come un’istituzione da sopprimere. Tom Price, indicato per il Dipartimento della Salute, ha guidato l’opposizione dei repubblicani alla riforma sanitaria di Obama (l’Obamacare) e ora è intenzionato a smantellarla.

L’articolo continua nello Speciale 2017 del nuovo numero di pagina99 in edicola

[Fotografia in apertura Getty Images]

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