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15 dicembre 2016

Quando va bene fare il figo

Una ricerca americana ha spiegato le occasioni in cui è permesso fare i brillanti e quelle in cui è meglio evitare per non risultare fuori luogo

Dal numero di pagina99 in edicola il 10 dicembre 2016

Ci aveva già spiegato qualcosa lo chef Carlo Cracco in uno dei suoi ultimi libri, Se vuoi fare il figo usa lo scalogno. Questa volta però il suggerimento su come e quando fare i brillanti, in cucina o durante in un colloquio di lavoro, arriva da una ricerca della Brown University di Providence, negli Stati Uniti. Uno studio pubblicato a ottobre sulla rivista Social Psichology, riporta il Wall Street Journal, ha preso in esame 198 questionari di persone tra 18 e 65 anni che hanno dato la loro opinione su una storia. Un uomo ha fatto un test e racconta come pensa che sia andato in quattro modi differenti: due veritieri e due un po’ più supponenti.

Risultato: secondo i partecipanti, che hanno dovuto dare un voto sulla razionalità e sulla moralità del soggetto, i comportamenti da figo sono stati visti come poco morali, quelli da modesto come più morali ma incompetenti. «Questo dimostra che si può manipolare l’idea che le persone si fanno su di noi, basta che ci fermiamo prima a pensare cosa vogliamo fare emergere del nostro carattere: la moralità o la competenza», ha spiegato Patrick Heck, il capo del team di ricercatori che hanno condotto lo studio. Si sono indagati poi anche altri ambiti, come i colloqui di lavoro. In questo caso, sostengono alla Brown, conviene fare un po’ i fighi, a patto che si porti avanti questo comportamento fino alla fine.

Al contrario, ad un appuntamento galante viene premiata la modestia. Infine il team di Heck ha stilato una lista di sette consigli su come fare il figo nel modo giusto: primo, scegliere l’occasione giusta; secondo, non esagerare; terzo, non fare troppi paragoni con altri; quarto, raccontare una storia coerente; quinto, usare poco la prima persona; sesto, essere appassionati; settimo, fare un po’ di pratica. Perché anche per fare i fighi bisogna allenarsi.

[Fotografia in apertura di B. Steinhilber / Laif / Contrasto]

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