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15 dicembre 2016

Perché Trump fa crescere il valore dei bitcoin

La valuta è sganciata dal controllo di istituzioni statali. E dalle turbolenze attese alla Casa Bianca. Dopo la proclamazione del neo presidente il suo valore è salito del 5%

Paolo Bottazzini

Dal numero di pagina99 in edicola il 10 dicembre 2016

Lo scorso 8 novembre, la resistibile ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca ha prodotto conseguenze impreviste sul potere di acquisto del bitcoin, la moneta elettronica coniata nel 2009 dal gruppo di informatici che si firma con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. In termini molto semplificati, il meccanismo svincola questa valuta (cryptocurrency) dal controllo di un ente centrale, e permette di gestire le transazioni economiche (e i patrimoni accumulati dal risparmio personale) al di fuori delle regolamentazioni legislative delle singole nazioni. Il valore del bitcoin si fonda sulla fiducia garantita dagli utenti che lo usano, e sugli effetti delle contrattazioni eseguite negli scambi di mercato. La cryptocurrency realizza il progetto avanzato da Von Hayek sulla liberalizzazione delle valute dal monopolio dello Stato.

La funzione di garanzia per l’autenticità delle interazioni economiche, ricoperta sui mercati tradizionali dalle banche centrali, viene affidata a una infrastruttura distribuita di libri mastri (ledger), come nelle reti peer-to-peer. Per usare i bitcoin, gli utenti devono scaricare sul computer un software open source: ogni dispositivo aggiunto alla rete delle transazioni diventa, in questo modo, anche la sede di una replica del registro (ledger) che registra tutti gli scambi avvenuti con i bitcoin, e tutti i relativi passaggi di proprietà. Si debella così il rischio di truffe – ma anche la possibilità da parte della banca centrale di ridistribuire le ricchezze attraverso le manovre inflazionistiche di immissione di nuova moneta.

Un bitcoin, nel momento in cui si sono chiuse le urne, contava su un potere di acquisto equivalente a 703 dollari. Con la sequenza di proiezioni e di notizie sui risultati negli stati in bilico, la forza della cryptocurrency è cresciuta insieme all’evidenza della vittoria di Trump. Al momento della proclamazione il valore era cresciuto del 5%, raggiungendo quota 738 dollari; nella settimana successiva al 20 novembre, sono state toccati massimi sopra i 740 dollari.

L’economista Friedrich Von Hayek sosteneva che non esiste alcuna differenza tra monarchia assoluta e democrazia assoluta: la difesa della libertà individuale è un dispositivo che deve essere messo in atto contro il governo, per proteggere le decisioni del singolo dall’arbitrio del sovrano, qualunque metodo abbia perseguito per conquistare il potere.

Le azioni di massa che fabbricano il mercato sembrano aver assegnato ai bitcoin il ruolo di protezione dalla turbolenza politica che i toni della campagna elettorale hanno promesso, almeno per i prossimi quattro anni. L’erede della pirateria, con cui Napster e Torrent hanno permesso per anni lo scambio di file tra utenti, sembra essere uno dei candidati più credibili per la resistenza della tradizione liberale. Ma può esistere un mercato internazionale al di fuori dei confini delle istituzioni finanziarie e politiche che lo hanno generato?

[Fotografia in apertura Anthony Wallace /Afp / Getty Images]

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