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13 dicembre 2016

I sogni di fuga dei giovani Ue

Ungheresi, italiani e greci sono tra gli under 28 che più desiderano andar via. Dove? Germania e Gran Bretagna in testa

Dal numero di pagina99 in edicola il 10 dicembre 2016

Scappare, spostarsi oltreconfine alla ricerca di un lavoro, un contesto sociale, e quindi una vita migliore: lo sognano molti giovani europei nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni. Classificandoli per Paese si scopre che, dopo gli ungheresi, sono proprio i giovani italiani a desiderare maggiormente il trasferimento altrove, seguiti dai coetanei greci, e poi da quelli portoghesi e francesi.  A completare la top ten degli Stati dove la presenza di aspiranti expat tra i giovani è maggiore ci sono poi, nell’ordine: Gran Bretagna, Polonia, Irlanda, Spagna e Olanda.

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Danimarca e Germania compaiono rispettivamente all’undicesimo e dodicesimo posto di questa particolare graduatoria, che viene fuori dall’indagine su The modern consumption society condotta tra 21.317 europei dalla società di recupero crediti Intrum Justitia. Ma l’aspetto più interessante è: dove sognano di andare questi giovani? I desiderata variano da Paese a Paese di origine (si veda la mappa qui accanto), eppure è possibile rintracciare una tendenza generale che colloca Berlino e Londra in cima alla lista dei desideri. Gli under 28 italiani, per esempio, guardano con interesse in primo luogo alla Germania, seguita dalla Spagna e dal Regno Unito.

E la Germania compare anche tra le scelte dei giovani ungheresi, sebbene al secondo posto, preceduta dall’Austria (che sia un riflesso del sogno nazionalista della “Grande Ungheria” ai tempi del generale filonazista Miklós Horty, evocato da alcuni partiti sulla cresta dell’onda come quello di estrema destra Jobbik ?), mentre anche in questo caso al terzo posto troviamo l’Inghilterra. Ma Berlino ritorna se si prendono in considerazione le mete più ambite dai ragazzi greci, i quali la indicano come seconda scelta, seguita, di nuovo, dalla Gran Bretagna. Al primo posto in questo caso compare un generico “altre”: come a dire che va bene un po’ ovunque, purché lontano da Atene.

[Fotografia in apertura di Stefano Pavesi / Contrasto]

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