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12 dicembre 2016

Come fermare le fake news? L’esempio del forum Nextdoor

Notizie false e hate speech si possono ostacolare. Un esempio? I filtri nei siti e le richieste di informazioni più dettagliate attivate dal forum Nextdoor.com.

Admin

Dal numero di pagina99 in edicola il 10 dicembre 2016

La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane ha definitivamente suscitato l’attenzione su notizie false, linguaggio dell’odio e sul concreto impatto che la loro diffusione in rete può avere. La domanda su cui il mondo si interroga è: come arginare il fenomeno? Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e colleghi attribuiscono le responsabilità di quanto avviene sulle loro piattaforme agli utenti, rivendicando di fornire soltanto gli strumenti attraverso i quali condividere informazioni e idee.

Un approccio evasivo, condizionato dall’importanza che la viralità dei contenuti e l’ostentazione di un approccio anti-censorio ha per i social network. Qualcosa, però, nel dopo Trump andrà fatto e tutti i colossi del web hanno assicurato risposte, che la Commissione europea – per fare un esempio – sembra del tutto intenzionata a pretendere. La soluzione, scrive Carl Alviani, su Quartz, sta nell’interfaccia delle piattaforme. Fake news e hate speech vanno ostacolati attivando dei filtri interni a siti e app e mettendo dei paletti agli utenti che stanno per scrivere qualcosa di scorretto.

Il forum Nextdoor, nato per ospitare discussioni tra cittadini sui problemi del loro quartiere, ci ha provato. Con un successo non indifferente. Quando i fondatori si sono resi conto che molti dibattiti avevano assunto uno sfondo razzista e che diverse segnalazioni di disagi o crimini erano incondizionatamente attribuite a persone di colore senza altre specifiche sui sospetti, hanno deciso di cambiare il design delle interazioni nel forum. Ogni volta che un utente condivideva una segnalazione e dava solo indicazioni su colore della pelle o etnia, il sistema chiedeva di fornire almeno altre due informazioni specifiche, come l’altezza e un indumento, in mancanze delle quali la pubblicazione veniva bloccata.

Risultato? Secondo Nextdoor.com le discussioni razziste sarebbero diminuite circa del 75%. Implementare un sistema del genere potrebbe non essere semplice per i social network. Ma forse sarebbe l’unico modo davvero efficace. Del resto, quotidianamente programmatori e web designer prendono decisioni sulla struttura dei loro software. Che condizionano in maniera determinante l’attività degli utenti.

[Fotografia in apertura L. Jackson / Reuters / Contrasto]

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