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12 dicembre 2016

Ora il Financial Times guadagna più dall’online che dalla carta

Il quotidiano finanziario inglese conta 843 mila abbonati, tre quarti dei quali alla sola versione digitale

Dal numero di pagina99 in edicola il 10 dicembre 2016

Financial Times vs timore del digitale 1-0. I ricavi provenienti dalla versione online dell’influente quotidiano finanziario hanno superato quelli dalla versione cartacea. «È il primo quotidiano inglese che può autodefinirsi davvero come “digital content business”», ha scritto il Guardian riferendo la notizia lo scorso 1 dicembre, a un anno di distanza dall’acquisizione del giornale da parte della media company giapponese Nikkei. Oggi il Financial Times, che conta su una quota di ricavi derivanti dai suoi contenuti pari al 60%, vanta 843 mila abbonati paganti: tre quarti di questi sono abbonati alla sola versione online. Il sistema del paywall, quindi, per loro sta funzionando. Gli abbonati «sono cresciuti del 13% su base annua», riporta ancora il Guardian.

Intanto il quotidiano economico ha lanciato lo scorso 4 ottobre la nuova versione del sito, con tempi di visualizzazione rapidissimi: un secondo e mezzo sullo schermo del pc, due secondi su dispositivo mobile, oltre alla possibilità di personalizzare la pagina web del giornale a seconda dei temi che si seguono di più. Il risultato raggiunto dal giornale è di quelli che fanno invidia al resto del mondo dell’informazione che, trovandosi a competere sul fronte dei ricavi da pubblicità online con colossi come Facebook e Google, s’interroga da anni su come rendere profittevoli piattaforme digitali di cui comunque è impensabile fare a meno. Persino in Italia, dove il livello di penetrazione della Rete è più basso che altrove, secondo un sondaggio Demos del 2015 il 49% della popolazione utilizza internet per tenersi informato.

Negli Stati Uniti la scelta di dare almeno una parte dei contenuti a pagamento è ormai la regola: una ricerca dell’American press institute mostra come dal 2010 in poi ci sia stata una netta inversione di tendenza, con la curva dei giornali che concedono gratis i contenuti online che crolla, e quelli dei giornali che scelgono di farsela pagare che s’impenna. Da noi è un po’ più difficile, il 90% dei ricavi proviene ancora dalla carta stampata, che però vende e guadagna in pubblicità sempre meno. «I ricavi dall’online sono passati dal 5% del 2010 al 10% nel 2014», si legge nel Digital News Report 2016 del Reuters Institute, «ma questa crescita non è sufficiente a compensare le perdite sul fronte della carta stampata».

[Fotografia in apertura di Peter Nicholls / Reuters / Contrasto]

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