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25 novembre 2016

Free Basics, l’Internet gratis è un ghetto per poveri

Con Free Basics Facebook vuole portare il web dove non c'è. Ma per fare usare solo le sue app

Federico Gennari Santori

Dal numero di pagina99 in edicola il 19 novembre 2016

Ho un sogno: che tutte le persone del mondo, ovunque si trovino, possano navigare sul web. A dirlo non è stato un attivista né un leader spirituale. Ma il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Che si è messo in testa di portare la rete dove non c’è. Gratis. Free Basics è l’iniziativa che, grazie all’accordo con compagnie di telecomunicazioni locali finanziate da Facebook, offre senza costi una connessione per smartphone sufficiente a garantire l’utilizzo di alcune applicazioni “basilari”, come suggerisce il nome: news, informazioni sulla salute, chat e poco altro.

Sembrava certo che Facebook avrebbe attivato Free Basics in India, uno dei Paesi più popolosi e poveri del mondo. Dove gli smartphone a basso costo sono arrivati da tempo e pochi possono permettersi un piano tariffario per Internet. Ma le proteste in rete e in alcune città del Paese hanno spinto le autorità a bloccare tutto. Zuckerberg non si è arreso: Free Basics è oggi disponibile in 53 Paesi tra Africa, Asia e America Latina. E ha avviato consultazioni con la Casa Bianca per attivarlo nelle aree più remote degli Stati Uniti, dove i cavi non arrivano.

In sostanza – obiettano i difensori della neutralità della rete – Facebook impone un filtro al web, rendendolo artificialmente una risorsa scarsa quando, per la sua stessa essenza, non lo è. Con Free Basics non è possibile fruire di tutte le applicazioni disponibili, ma solo di alcune, legate a Facebook. Senza contare che, controllando la connessione, Zuckerberg controlla anche il flusso dei contenuti e la loro visibilità. Se nascesse in rete una protesta contro di lui, per assurdo potrebbe decidere di rallentarne la propagazione, oscurandola non solo sulla propria piattaforma social, ma anche sull’intero web – quello che si vede usando la rete fornita da Free Basics.

È il solito compromesso basato sulla gratuità: la connessione a Internet in cambio dell’uso esclusivo di alcune applicazioni, come l’uso di una piattaforma social come Facebook in cambio dei nostri dati personali. In molte zone del pianeta i meno abbienti potranno avere accesso a Internet senza pagare nulla e, forse, questo all’inizio potrà essere un bene. A lungo termine, però, si troveranno all’interno di un cyber-ghetto. Senza essere più in grado di accorgersene.

[Fotografia in apertura di AFP / Getty Images]

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