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17 novembre 2016

Coffee2Go per uno smartphone davvero smart

Ecco il sistema basato sulle reti neurali con cui Facebook sta portando l’intelligenza artificiale all'intero dei nostri telefoni

Dal numero di pagina99 in edicola il 12 novembre 2016

Immaginate di scattare una fotografia con il vostro smarthone e di vederla assumere le sembianze (geometrie, tratto, colori…) di un quadro di Picasso. O di un qualunque altro artista, da Van Gogh a Hokusai. Beh, presto sarà possibile, grazie a Facebook. Non solo sulle foto, ma anche nei video in tempo reale. È la cosiddetta “realtà aumentata”. Unita all’intelligenza artificiale.

Il primo social network del mondo sta lavorando all’implementazione all’interno della sua app di uno strumento in grado di riconoscere le caratteristiche strutturali dei soggetti immortalati negli scatti o ripresi in un video per applicarvi filtri speciali in maniera totalmente coerente, al punto da farli assomigliare a opere quasi originali. È già disponibile in Irlanda e presto lo sarà negli Stati Uniti.

L’ennesima baggianata, si potrebbe pensare. Invece ha delle implicazioni davvero significative. Perché comporta un ulteriore avanzamento nella tecnologia sui cui si basano i sistemi di apprendimento automatico (deep learning) necessari per la funzionalità dell’intelligenza artificiale: le cosiddette reti neurali artificiali, modelli matematici per l’elaborazione dei dati che imitano il funzionamento dei circuiti di neuroni del nostro cervello e possono essere eseguiti da sistemi sia hardware che software.

Al di là dell’efficacia estetica, la caratteristica fondamentale dei filtri artistici di Facebook è che sono progettati per lo smartphone ma funzionano anche senza bisogno di una connessione Internet, riducendo all’osso i tempi di attesa. In sostanza, queste reti neurali semplificate sono “addestrate” presso i server centrali ma funzionano direttamente sul cellulare: evitano lo scambio di dati con il database spostandone l’elaborazione sul processore locale, effettuata in un ventesimo di secondo. Il sistema che lo permette è stato battezzato Coffee2Go.

«Noi percepiamo la realtà in tempo reale. Perché non dovremmo volere lo stesso per l’intelligenza artificiale?». Così l’ingegnere di Facebook Hussein Mehanna ha spiegato il vero di questo progetto: semplificare l’intelligenza artificiale per implementarla all’interno si singoli dispositivi. E avvicinarci dunque allo stadio in cui ognuno di noi avrà un assistente virtuale personale e sfrutterà sistemi di realtà aumentata, in grado di elaborare con rapidità enormi quantità di informazioni, grazie a capacità di riconoscimento di immagini, voce e gesti sempre più dettagliata. Una sfida che coinvolge anche i produttori dei dispositivi, che dovranno offrire processori più potenti e in grano di elaborare procedimenti più complessi. Sembra che le trattative siano già in corso.

[Fotografia in apertura di Facebook]

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