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15 novembre 2016

Trump, il populismo e i mesi che cambieranno l’Europa

Il referendum in Italia, le elezioni in Austria, Francia, Olanda, Germania. Sulla scia di Trump, il populismo può stravolgere la geografia politica dell’Ue

Barbara Ciolli

Dal numero di pagina99 in edicola il 12 novembre 2016

La vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, al termine di una campagna elettorale populista e xenofoba indigesta allo stesso establishment repubblicano – seguita al terremoto europeo della Brexit – ha messo in agitazione le cancellerie europee e i governi nazionali, preoccupate dal riverbero che il dilagare delle pulsioni nazionaliste ed estremiste Oltreoceano potrebbe avere nella principale area d’influenza dell’America. Il calendario elettorale dei mesi a venire potrebbe cambiare radicalmente la geografia politica dell’Europa. A dicembre si vota in contemporanea in Italia e in Austria, per consultazioni che potrebbero far saltare i governi in carica mandando i cittadini a scegliere nuovi Parlamenti nel 2017, con la possibilità di un capo di Stato filonazista a Vienna e una scalata populista dei grillini (M5S) a Palazzo Chigi.

In Francia e in Olanda l’estrema destra xenofoba è il primo partito per gradimento e in entrambi i Paesi l’anno prossimo si andrà alle urne per le presidenziali e le legislative. Ovunque i movimenti della destra radicale e nazionalista conquistano consensi. Tra il 2016 e il 2017 si voterà anche al secondo turno in Bulgaria, nella Repubblica ceca e per l’indipendenza della Catalogna, e alle legislative tedesche previste per il prossimo autunno i conservatori della cancelliera Angela Merkel potrebbero arrivare circondati da governi populisti e minacciati in casa dagli euroscettici.

 

Italia

Il 4 dicembre si voterà per il referendum costituzionale sulla fine del bicameralismo perfetto. Al contrario del referendum abrogativo non sarà necessario il quorum del 50% dei votanti. Una vittoria del no potrebbe portare alla caduta del governo di larghe intese di Matteo Renzi. Con la nuova legge elettorale, un voto anticipato potrebbe favorire la vittoria alle legislative del Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo, che dal 2104 con la Lega Nord e Fratelli d’Italia aderisce nell’Europarlamento al blocco degli euroscettici e anti-migranti britannici dell’Ukip e di altri movimenti della destra estrema europea.

 

Austria

Il 4 dicembre si vota per il ballottaggio delle Presidenziali (annullate per irregolarità nel conteggio delle buste dall’estero), che il 22 maggio avevano visto spuntarla il candidato ecologista indipendente Alexander Van Der Bellen sull’esponente della destra radicale e xenofoba Norbert Hofer. A luglio i giudici costituzionali hanno però approvato il ricorso del partito di Hofer, l’Fpö, che vuole blindare le frontiere austriache minacciando un referendum per uscire dall’Ue. Van Der Bellen è ora appoggiato anche da Verdi e socialdemocratici dell’Spö, ma le previsioni restano di un testa a testa. Una vittoria di Hofer potrebbe far saltare la grande coalizione aprendo a legislative anticipate.

 

Olanda

Il 15 marzo 2017 si voterà sicuramente per le legislative in Olanda e il primo partito nei sondaggi (attorno al 30%) è l’estrema destra xenofoba (Pvv) di Geert Wilders: il leader sotto processo per odio razziale contro i musulmani ha promesso che, da premier, porterà i Paesi Bassi fuori dall’Ue per farli diventare una «seconda Svizzera». Ad aprile 2016 l’Olanda ha già sfidato Bruxelles con un referendum che ha bocciato l’accordo Ucraina-Ue.

 

Francia

L’onda lunga del voto choc negli Usa è temuta anche per le Presidenziali in Francia del 2017. Il 23 aprile c’è il primo turno, il 7 maggio il secondo e il partito con il più alto gradimento nei sondaggi, attualmente, è il Front National (Fn) della destra nazionalista ed euroscettica di Marine Le Pen: la prima a congratularsi con Trump per la scalata alla Casa Bianca. Le Pen era già volata in testa alle amministrative del 2015, conquistando sei Regioni al primo turno, ma fu stoppata al ballottaggio dal fronte comune tra i socialisti e il centrodestra, che verosimilmente si riproporrà anche al voto per l’Eliseo. Sfondarlo per la signora del Fn sarà dura, anche con i conservatori dell’ex presidente Nicolas Sarkozy (Ump) incapaci da anni di trovare un leader attraente, e con il socialista François Hollande al 4% dei consensi. Spaventa tuttavia la rapida impennata del gradimento (al 36%) di Le Pen tra i giovani.

 

Germania

Tra l’estate e l’autunno 2017 (la data non è stata ancora fissata) alle legislative Angela Merkel potrebbe trovarsi accerchiata dagli euroscettici o con l’Ue già in frantumi. La cancelliera tedesca non ha ancora fatto sapere se è pronta per un quarto mandato e ha davanti a sé mesi di riflessione: il braccio destro e falco all’Economia Wolfgang Schäuble non ha consensi tali da rinsaldare i cristiano-democratici (Cdu-Csu), erosi a destra dagli euroscettici xenofobi di Alternative für Deutschland (AfD) e da formazioni estremiste minori. Come in Francia queste potranno essere frenate da una nuova Grande coalizione o da un governo di socialdemocratici (Spd), Verdi e sinistra radicale della Linke. Ma alle Regionali del 2016 Merkel ha subito gravi sconfitte, scavalcata da Afd al 21% nella sua roccaforte elettorale dell’Est in Meclemburgo-Pomerania.

[Fotografia in apertura di Florian Rainer / Anzenberger/ Contrasto]

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