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27 ottobre 2016

L’America bianca ora è diventata una minoranza

Nel 2009 la percentuale di americani cristiani bianchi - inclusi quindi sia i protestanti che i cattolici - era al 54%, oggi è al 47%, dice uno studio

Dal numero di pagina99 in edicola il 22 ottobre 2016

L’America non è più una nazione a maggioranza bianca e cristiana. Demograficamente e culturalmente. Robert P. Jones, amministratore delegato del Public Religion Research Institute, ha studiato centinaia di dati e ricerche prodotte negli ultimi quattro decenni per fotografare il più grande cambiamento demografico e politico nella storia moderna degli Stati Uniti. The End Of White Christian America (Simon & Schuster), uscito nel luglio scorso, è frutto di questo lungo lavoro ed è un libro illuminante per capire l’attualità degli States ma anche le sfide che attendono la più grande democrazia del mondo.

Il declino di quella constituency culturale e politica rappresentata principalmente dai cristiani protestanti, che ha influenzato per decenni l’amministrazione e il sistema di valori della nazione, è cominciato a partire dagli anni Novanta, argomenta lo studioso. Nel 2009, la percentuale di americani cristiani bianchi, inclusi quindi sia i protestanti che i cattolici, era al 54%, oggi è al 47%. Se si considerano solo i protestanti, mainline ed evangelici, il calo è ancora più drastico. Nel 1993, anno dell’elezione alla presidenza di Bill Clinton, erano il 51%, scrive Jones, nel 2014 «quella percentuale era scesa al 32%», complice anche la fuga dei millennials dalle chiese, allontanati dall’intolleranza della propaganda anti-gay.

Jones spiega come alcuni dei conflitti culturali e sociali più cruenti dell’America di oggi nascano dal senso di smarrimento di questa nuova “minoranza” di fronte alla perdita della propria influenza: i toni esasperati e violenti della battaglia contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso e contro la libertà religiosa; la nascita e il successo del Tea Party, che ha seguito l’elezione del primo presidente afroamericano nella storia degli Usa; il conflitto tra bianchi e neri esploso in diverse città del Paese.

E infine, l’ascesa di Donald Trump, il libertino di Manhattan che – grazie alla sua retorica sulla razza e sulla difesa dei valori, dell’America “vera” – è riuscito a conquistare il consenso della destra evangelica meglio di Ted Cruz, anti-abortista e figlio di un pastore evangelico.
L’ansia di questa parte di popolazione un tempo dominante che teme la perdita della propria “supremazia” potrà accendere nuovi conflitti se i suoi leader non sapranno metterla in connessione con la nuova società americana.

[Fotografia in apertura di Brian Shumway / Contrasto]

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