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27 ottobre 2016

«Basta gentrificazione: a New York è tutta periferia»

Un famoso urbanista accusa: troppa gentrificazione, tra qualche anno anche i ricchi se ne andranno

Dal numero di pagina99 in edicola il 22 ottobre 2016

Abbandoniamo per sempre l’idea della Grande Mela come il centro del mondo, la Quinta Strada con le vetrine luccicanti e l’Upper East Side con i suoi palazzi chic e ipercostosi. New York sta diventando un’enorme quartiere di periferia. A dirlo è l’urbanista Richard Florida, professore all’università di Toronto e autore di bestseller (suo The Rise of the Creative Class, Basic Book, 2002). In un’intervista a Quartz sostiene che la città è arrivata a un punto critico della sua espansione.

Continuando ad accogliere nuovi abitanti provenienti dai centri vicini, infatti, dal 2000 New York sta subendo un importante processo di gentrificazione, che si traduce in una maggiore crescita economica dell’area, ma nello stesso tempo comporta l’esclusione di una parte di popolazione con meno possibilità economiche. E la creazione di una nuova comunità simile a quella che si trova nelle periferie residenziali delle grandi città.

«Il movimento Back to the City che ha riportato i gruppi di creativi a New York possiede un lato oscuro», sostiene Florida. «Con i prezzi che schizzano alle stelle stiamo lasciando fuori alcune categorie di nuovi abitanti». Per fare un esempio, nei quartieri gentrificati gli affitti sono aumentati del 30,4% tra il 2000 e il 2014, mentre in altre zone “solo” del 16,1%, spiega un recente rapporto del Furman Centre di Ny che si occupa del settore immobiliare. E così sono diventati sempre meno i possibili acquirenti dei loft e dei mega appartamenti di Manhattan.

Attori di Hollywood, magnati russi e star della moda sono gli unici in grado di affrontare prezzi che si aggirano, in media, su 1,3 milioni di euro ad abitazione. Con il rischio di avere in futuro una città abitata solo da persone con lo stesso stile di vita, cancellando le diversità che rendono tale una comunità cittadina. Con il rischio che si realizzi quanto pronosticato dall’antropologa statunitense Jane Jacobs: «Quando un posto è tutto uguale diventa noioso e anche i ricchi lo vorranno lasciare».

[Fotografia in apertura di Giulio Piscitelli / Contrasto]

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