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14 ottobre 2016

Filosofi finiti nella cacca

Quattro docenti americani, tre statunitensi e uno canadese, la scorsa estate hanno ricevuto dei pacchi contenenti sterco. Ancora irrisolto il mistero del mittente, su cui stanno indagando giornali e siti

redazione

Dal numero di pagina99 in edicola il 15 ottobre 2016

È quella che si può legittimamente chiamare una disquisizione. E, va da sé, riguarda i filosofi. Ma l’oggetto del profondo, oseremmo dire “viscerale” dibattito, è tutt’altro che etereo. Difatti si tratta di un dibattito di merda. Letteralmente. E ha per protagonisti ben quattro filosofi in quattro differenti angoli del Nord America (tre negli Stati Uniti e uno in Canada). Se questi di solito sono tradizionalmente avvezzi a discuter del sesso degli angeli, si sono ritrovati stavolta a parlare della cacca degli umani. Che hanno ricevuto, graziosamente, in un pacchetto via posta, la scorsa estate.

I quattro in questione sono Sally Haslanger del Mit di Boston, J. David Velleman della New York University, Carolyn Dicey Jennings dell’Università della California e Carrie Ichikawa dell’Università della British Columbia. E l’anonimo mittente delle fecali missive ha deciso di dare un tocco di poesia artistica ai suoi invii dichiarando il contenuto delle buste come foam sculptures, “sculture di schiuma”. Quando si è sparsa la notizia fra i loro colleghi e poi sulla stampa – BuzzFeed prima e il New York Times poi si sono soffermati sulla bizzarra vicenda in questi ultimi giorni – sono iniziate le dotte supposizioni (nonché qualche ironia degna della millenaria malalingua filosofica).

Del resto, come suggeriva già Milan Kundera, non è cosa da poco conto poiché «la merda è un problema teologico più arduo del problema del male». Difatti. Ma perché proprio loro? C’è chi sostiene che i pensatori in questione siano accomunati da fervore e ostilità contro le donne e contro le minoranze. C’è pure chi sostiene di aver trovato il colpevole, puntando il dito su Brian Leiter, filosofo anch’egli all’Università di Chicago, rinomato per l’ardore delle sue polemiche (e tutti i quattro suoi colleghi avevano avuto accesi battibecchi con lui in passato), il quale ha subito smentito – nonostante uno dei pacchi indicasse come ufficio postale di spedizione proprio Chicago ed era firmato Peter Aduren, pseudonimo dello stesso Leiter.

Insomma, dopo decenni di boriose controversie sulla prova ontologica di Dio e sull’essere, la comunità filosofica si è indirizzata su dibattimenti decisamente più bassi. Resta il mistero. E la sua ragione d’essere. Ma in fondo la filosofia è da sempre riflessione sull’essere, e allora bisogna ricordare Antonin Artaud: soltanto «là dove si sente la merda si sente l’essere».

[Fotografia in apertura di Carolyn Jennings]

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