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17 settembre 2016

La satira (benevola) delle vignette che rottamano Renzi

Fino al 2 ottobre a Forte dei Marmi una mostra dei migliori disegnatori italiani che sbeffeggiano il premier. Irriverenti. Divertenti. Ma mai cattivi come i colleghi francesi 
FERRUCCIO GIROMINI

 

Dal numero di pagina99 in edicola il 17 settembre 2016

Pesci in faccia, si diceva una volta: storie di improperi sovrattono. A tal proposito ogni settembre, da quarantaquattro anni, sui litorali ormai tiepidi di Forte dei Marmi torna il Premio Satira Politica a rifare il punto sui rapporti – questi invece sempre caldi – tra i poteri più o meno forti e la maggiore o minore libertà di critica.

Quest’anno per esempio (e questo stesso sabato è il giorno della fatidica cerimonia avanspettacolare di premiazione, condotta da Serena Dandini nella soavemente vintage Capannina di Franceschi) la mostra principale è dedicata a lui, il Renzi nazionale – e ormai internazionale, buon peso. Titolo: Renziade, come un classico poema epico; ma l’intenzione, ovvio, è canzonatoria, lo esige l’ambiente. Peraltro, esplorando la storia del Premio a ritroso, riscopriamo che già ci furono una Napolitaneide nel 2012, una Berlusconeide nel 1994, una Craxeide nel 1986. Be’, chi arriva lassù sa di doversi aspettare i lazzi di chi resta quaggiù; è un riequilibrio naturale.

Fabio Magnasciutti 2

[Fabio Magnasciutti]

Ora è il turno, inevitabile, di messer Matteo fiorentino. A capo del governo e del principale – per ora, di nuovo, chissà per quanto – partito italiano, in questi frangenti di crisi economica e politica internazionale il Renzi ha le sue molte gatte da pelare. E le pela col piglio che sappiamo: da bulldozer asfaltatore, da fervoroso boyscout, da consumato democristiano, da adolescente gradasso, e via e via. La materia su cui lavorare, per gli autori satirici, non manca. Difatti, chiamati a raccolta dalla direzione del Premio versiliano, i nostri satiri sulla ribalta ci danno dentro, fanno il lor mestiere con reciproche soddisfazioni.

Fràgo

[Fràgo]

Ma come lo vedono, il lor bersaglio? Vieppiù peggio? Le lune di miele in politica durano sempre di meno, si sa, e anche chi all’inizio era più compiacente oggi si è fatto critico in modi meno transigenti. Dalle prime prese in giro blande, quelle concentrate ora sui proclami roboanti di rottamazioni a dritta e a manca e ora appena sulla costellazione facciale di nei che già fece la (s)fortuna grafica di Bruno Vespa, si è passati al carattere pittoresco da rodomonte, alle sue spontanee manie di grandezza e alle tracotanze di stampo berlusconiano, alle testardaggini insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva, al velato neostalinismo di segretario del partito, al sovraggusto per il ricorso ai cinguettii mediatici, e così via.

Istituto Lupe 2

[Istituto Lupe]

E benché l’eroe della Renziade secondo i sondaggi appaia il più apprezzato politico nazionale, nel contempo si impone pure tra i più sprezzati. Mistero glorioso dello stardom. Tuttavia, in tempi in cui un mese sì e un mese no Charlie Hebdo riesce a dare scandalo con questa o quella vignetta particolarmente impietosa, nello sbeffeggio renziano da parte delle nostre compagini satiriche si nota una certa titubanza, fin troppo beneducata: qui si usa fermarsi a pulir le scarpe sullo zerbino, dinanzi alla soglia perigliosa dell’insulto.

Altan

[Altan]

Forse alla base c’è proprio una differenza di antropologia culturale tra noi e i cugini d’Oltralpe: da noi la satira deve anzitutto far ridere, da loro deve anzitutto far pensare. Volterriani, quelli non si accontentano di prender partito di qua o di là, non ne fanno cioè una questione meramente politica o puramente etica, ma si intestardiscono a rivoltare l’etica politica e la politica dell’etica, con tono diremmo eminentemente filosofico, anche a costo di risultare sgradevoli perfino a sé stessi. Propagandano il politicamente scorretto come eticamente corretto. Perciò l’humour loro è molto più noir del nostro; mentre a noi piace meglio colorato (che non è sinonimo di colorito).

Ma questa non è una critica, è una constatazione. La satira italiana può vantare diversi campioni, inutile fare nomi, che diuturnamente ci aiutano a superare le giornate fumose della nostra politica. La Renziade di Forte dei Marmi resta a disposizione del pubblico fino al 2 ottobre; l’altra, quella non di carta, procede ad libitum.

[Immagine in evidenza di Achille Superbi]

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