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21 aprile 2016

Così le nuove fusioni fanno salire i prezzi

I colossi di Internet incalzano. Gli europei rispondono con matrimoni a raffica nella telefonia e nei media. In Italia è record di denunce all’antitrust. Ma il gigantismo si aggira per tutto il continente. E la signora della concorrenza prepara le barricate. Un’anticipazione dell’inchiesta di copertina sul nuovo numero di pagina99 in edicola
ROBERTA CARLINI

 

«Tendo a non fidarmi troppo dei maschi quando parlano di misure». Margrethe Vestager, commissaria Ue alla Concorrenza, questa frase non l’ha detta a Bruxelles ma nel parlamento del suo Paese quando da vicepremier doveva difendere l’entità (piccola, a detta delle opposizioni) del pacchetto di stimolo economico del suo governo di  centrosinistra.

Arrivata a Bruxelles, si è trovata davanti ad altre guerre di numeri e misure e qualcuno ha ricordato quella frase – inattesa e un po’ osé, da una che sembrava una mite esponente del partito social-liberale danese, per di più figlia di due pastori luterani – per dire che il personaggio non è affatto prevedibile. Insediata dal suo governo sulla
poltrona chiave dell’antitrust europeo, si è trovata nel cassetto dossier giganteschi.

Quello numero 1, il padre di tutti i dossier, è lo scontro con i signori della Silicon Valley – che si è arricchito questa settimana di una nuova puntata con le conclusioni istruttorie sull’abuso di posizione dominante di Google e Android su app e servizi. Ma il gigantismo dell’high tech americano, oltre a preoccupare in sé chi dovrebbe vigilare sulla concorrenza, comporta anche effetti anti-concorrenziali a catena, nei settori che cercano di difendersi dall’onda lunga della rivoluzione tech, dando molto lavoro all’antitrust di Vestager e ai suoi colleghi nazionali.

► Continua sul nuovo numero di pagina99 in edicola.

[Foto in apertura di Wiktor Dabkowski / Eyevine / Contrasto]

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