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3 febbraio 2016

Ti ricordi Carosello?

La sera del 3 febbraio 1957 andava in onda la prima puntata del mitico format della Rai. Legando spettacolo e pubblicità, ha calato i primi telespettatori nel boom economico. E accompagnato gli italiani per vent’anni

 

Sessant’anni meno uno. Eppure il Carosello resta parte del bagaglio culturale e dell’immaginario di moltissimi italiani. Era il 3 febbraio 1957, quando alle 20.50 andò in onda sulla Rai la prima puntata del format minuziosamente ideato dal regista Luciano Emmer. Da allora e per altri 20 anni, fino al 1° gennaio 1977, fu un appuntamento fisso per decine di migliaia di telespettatori, che sono riusciti a trasmetterne il ricordo anche ai più giovani, che sanno cos’è anche senza averlo mai visto. Vi parteciparono i più importanti registi e attori dell’epoca, da Sergio Leone a Walter Chiari, passando per Pasolini e Franca Valeri. La lista sarebbe troppo lunga.

Dopo oltre mezzo secolo colpisce la cura nella regia e nella confezione di quella serie di sketch, che alternavano spettacolo e réclame. La forza del Carosello stava nel tenerli insieme in un modo armonico, che sapeva edulcorare la mera pubblicità rendendola vero intrattenimento. La legge dell’epoca in materia era ben più restrittiva di oggi: le citazioni dei prodotti e il tempo dedicato alla pubblicità erano limitati. E i programmi serali − bei tempi − non dovevano essere interrotti dagli spot.

Proprio questi limiti spinsero gli ideatori del Carosello a immaginare una serie di scenette distinte ma concatenate, tra le quali inserire e confondere, per dare un’idea di unità e coerenza, la pubblicità delle aziende italiane del boom o delle prime multinazionali. In qualche modo, il Carosello è ancora attuale. Non per i contenuti, ma per il binomio di necessità commerciali e problematiche che lo hanno ispirato, nonché per le modalità fortemente improntate sul flusso narrativo. Sì, in fondo non è così ardito parlare di storytelling. Quel format così poco consueto ai tempi del suo lancio, eppure così attraente, ne è stato forse uno dei primi esempi in ambito pubblicitario. In un forma primordiale − e certo molto italica.

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